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Camminare naturalmente prima di correre (aspetti dinamici e posturali)

Dopo aver analizzato tutti gli aspetti legati all’appoggio del piede, vediamo in questo articolo l’atteggiamento di tutto il corpo durante il passo.

Intanto dal punto di vista meccanico c’è un’ alternarsi di appoggi monopodalici, di oscillazioni e un momento di doppio appoggio del piede.

Si può definire il cammino come un continuo ritrovare la stabilità dopo un momento di sbilanciamento, è interessante percepire il nostro passo proprio come un continuo esercizio di equilibrio sapendo che a fine giornata dopo aver camminato per un po', abbiamo mantenuto posizioni di instabilità monopodalica anche per 10/20’!!

Ora definiamo alcuni concetti..

Il passo è la distanza tra il tallone del piede dietro con quello del piede davanti mentre il ciclo del passo è dato dalla distanza tra il tallone al momento dell’appoggio e dello stesso tallone durante l’appoggio successivo.

L’efficacia del passo dipende:
  • dalla capacità di flessione ed estensione dell’anca e dalla rotazione pelvica (mobilità);
  • dalla distanza tra i due malleoli interni (esempio chi ha le gambe che assomigliano ad una X con le ginocchia in dentro ha sicuramente una efficacia minore del gesto e così viceversa chi ha le ginocchia lontane tra loro, le classiche “gambe storte” avrà problemi nel coordinarsi durante il passo).
  • dall’angolazione della caviglia rispetto la linea retta di camminata, pensate a coloro che hanno i cosiddetti piedi a papera o viceversa piedi troppo paralleli o addirittura in dentro quanto possono essere limitati durante una camminata dinamica, l’angolazione ottimale si aggira intorno ai 15°.
  • Dalla controrotazione del tronco rispetto al movimento del bacino che facilita l’oscillazione delle braccia e che permette di ridurre il lavoro muscolare e il dispendio energetico.
  • Dal controllo muscolare dei muscoli stabilizzatori, avete mai visto donne che camminano ondeggiando il bacino molto a destra e a sinistra? Piaceranno agli uomini ma dal punto di vista della funzionalità mancando di questo controllo si stancano sicuramente prima.
E chiaramente dalla forza muscolare degli arti inferiori (non vi tedio con lo spiegarvi cosa fanno alcuni gruppi muscolari rispetto ad altri)

Inoltre molto importante è l’atteggiamento del tronco e quello del capo.

Entrambi devono rimanere estesi, lo sguardo all’orizzonte, petto aperto, spalle rilassate e braccia sciolte che vanno naturalmente a bilanciare la controrotazione del tronco.

Ogni volta che il tallone tocca il suolo e il tronco è ruotato, la fase di appoggio e di spinta della pianta del piede devono permettere una maggiore estensione della colonna vertebrale e provocare un inizio di torsione dalla parte opposta. Questa fase deve liberare la compressione vertebrale che avviene per ammortizzare il peso del corpo durante l’appoggio immediatamente dopo la fase di oscillazione.

Insomma lavorare sulla postura del tronco alleggerisce i carichi sulla colonna e permette di camminare durante la giornata senza affaticare la bassa schiena!

Mi sono un po' dilungata pertanto la Respirazione la approfondirò nel prossimo articolo!

Alla prossima!




Silvia Lagorio

Presidente Fit2go Fitness Outdoor